ISTITUTO COMPRENSIVO VIESTE

Giochi della tradizione popolare

 

Le classi 2^ E ed F del plesso Fasanella hanno intrapreso un percorso  per conoscere i giochi della tradizione popolare

L’idea di questo progetto extracurricolare “Giochi della tradizione popolare” nasce dalla volontà dell’ins. Antonietta Maria Mastrorocco (responsabile del progetto) e dell’ins. Maria Giusi Di Vieste di far riscoprire ai bambini di oggi le tradizioni di una volta, i giochi e le attività ludiche che svolgevano i loro nonni e bisnonni durante la loro infanzia. Il progetto ha coinvolto due classi al completo, la 2^E e la 2^F della Scuola Primaria “Plesso Fasanella”, e si è svolto da giovedì 12.01.2017 a sabato 11.02.2017 per cinque settimane consecutive dalle ore 12:20 alle ore 13:20 per un totale di 15 (quindici) ore.

 

Si è partiti dalla presa di coscienza da parte dei bambini che i loro nonni e bisnonni non avevano certamente le stesse possibilità di divertirsi che loro hanno oggi. I bambini hanno iniziato a conoscere i giochi di una volta, a praticarli e a divertirsi insieme, riscoprendo realmente il vero divertimento, quelle delle cose semplici, delle cose che stimolavano la creatività e soprattutto che sviluppavano e miglioravano la coordinazione e le abilità motorie. Hanno giocato in gruppi, singolarmente e a squadre, si sono tuffati in un passato molto lontano dal presente, fatto soprattutto di semplicità e natura, ciò che oggi più di tutto manca ai nostri bambini. Hanno anche imparato filastrocche, cantilene, hanno svolto dei giochi-storie in un grande girotondo che venivano svolti nelle giornate di pioggia, durante le quali non si poteva stare all’aperto; ma hanno tanto giocato come se fossero per strada (anche se in programma non lo si è potuto fare a causa del maltempo). Si è dato, comunque, l’idea di come si gioca per strada utilizzando l’androne dell’edificio scolastico, quella strada che deve e dovrebbe ritornare a essere una palestra naturale.

 

I bambini hanno giocato coi sacchi, con il tiro alla fune, con le cinque pietre, con i piatti in equilibrio sulla testa, con il fazzoletto, con “u rull’iicchij”, le ruote della bicicletta, “i cambijùn”, la palla a muro, la corda per saltellare individualmente o in gruppo, “u scazzidd”, “ai quatt càndun”, “u patt: vùn allìcch vùn e vùn allìcch dùij”, “àu pìzz’ch”, “alla tòrr millegatt”, “pìzz’ca murèn u sorg’ addò c’ appènn, c’appènn…”, “alla làmp alla làmp, c’è chi rìd e c’è…”, … .

 

Hanno molto socializzato, hanno migliorato la loro comunicazione interpersonale, hanno avuto la possibilità di stimolare la propria creatività, hanno sviluppato e migliorato la coordinazione e le abilità motorie, oltrechè l’autocontrollo e l’affiatamento con i compagni, hanno evidenziato la capacità di giocare in gruppo, singolarmente e a squadre.

 

Nei bambini si è notato un grande desiderio di giocare insieme, sono “assetati” di giochi; chiedono insistentemente di continuare a “giocare”.

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